Space Hulk: Third Edition

  • Grafica: 10/10
  • Componentistica: 10/10
  • Regole: 7/10
  • Rigiocabilità: 6/10
  • VOTO TOTALE: 8/10
  • Scheda completa su BoardGameGeek.

Gli space marine di mamma Games Workshop combattono battaglie ormai dal lontano 1987, spesso su tavoli imbanditi di elementi scenici e alieni multiforme. Space Hulk, la cui prima storica edizione risale al ’89, porta il giocatore lontano dai campi di battaglia, immergendolo in labirinti claustrofobici di corridoi abbandonati e sale silenziose. Al comando di una squadra tattica di Terminator del capitolo degli Angeli Sanguinari, dovrete infatti risolvere numerose missioni all’interno di Peccato della Dannazione, un enorme relitto di nave spaziale alla deriva infestato da feroci Ladri Genetici.
La caratteristica principale di SH è proprio questa dualità tra le forze in gioco: la strategia lenta e costante degli Space Marine contrapposta alla ferocia fulminante dell’istinto Tiranide.
Il gioco è suddiviso in dodici scenari, con una mappa componibile in base alla missione e obiettivi di vittoria legati al background. Il giocatore umano schiera una o due squadre di marines Terminator armati di tutto punto, che però sono costretti a spendere numerosi punti azione (da un pool limitato) per effettuare qualsiasi mossa. I Ladri Genetici controllati dall’altro giocatore sono invece molto più agili e numerosi, ma relativamente “fragili” e capaci di attaccare solo in corpo a corpo.
La mappa è composta da numerosi e stretti corridoi e alcune stanze, e i marines devono valutare ogni passo per evitare di intralciarsi a vicenda o di bloccarsi la linea di fuoco. Il combattimento viene risolto con un tiro di dadi, che comunque restituiscono bene l’idea delle azioni concitate e del pericolo costante. Per sottolinare la differenza tra l’istinto e la velocità degli alieni e la “umanità” degli Space Marine, il turno del giocatore umano è scandito da una clessidra che gli consente solo poche mosse e poco tempo per riflettere. Gli Space Marine hanno però la caratteristica di poter agire come “reazione” ai nemici, garantendo un fuoco costante anche nel turno del giocatore alieno, sempre però con il rischio di inceppare le armi e rimanere inerti di fronte al nemico che avanza.
La valutazione tattica è alla base del gioco, e l’uso delle ablità degli space marine è fondamentale per la riuscita delle missioni. La componentistica di questa terza edizione supera di gran lunga quella di qualsiasi altro gioco da tavolo attualmente in commercio. Le miniature sono pezzi unici finemente dettagliati, e le plance sono spesse, lucide e “incavate” per garantire un inedito effetto 3d. Per definire la bellezza di questo Space Hulk bastano le due parole spesso usate quando si parla del gioco: “pornografia ludica”. Se volete provare un grande classico, rivisitato da una spettacolare edizione (per quanto limitata purtroppo) , Space Hulk Third Edition è quello che fa per voi… se riuscite ancora a trovarlo!

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