PLAY 2012

Oggi mi ritaglio un po’ di spazio, per recensire non l’ennesimo capolavoro ludico ma qualcosa di diverso.
Parliamo di PLAY, festival del gioco modenese organizzato puntualmente dai fratelli del Club TreEmme. L’evento non accetta nessun articolo maschile o femminile posto prima di lui, e va necessariamente scritto in maiuscolo: una fiera che sposta più di 20.000 persone (in costante aumento ogni anno) e letteralmente crea una nuova “realtà ludica” merita di essere omaggiata con un bel titolone tutto maiuscolo.
PLAY è Gioco, in tutte le sue forme o dimensioni da vedere, da conoscere, da provare e spesso da portare assolutamente a casa con noi. Se siete tra i fortunati che possono “riposarsi” e godersi la fiera passeggiando tra gli stand vi imbatterete in nutriti gruppi di Cosplayer, stormtrooper imperiali della 501 Italica Garrison e perchè no, qualche Goblin agguerrito deciso a farvi giocare a tutti i costi.
Lo spazio dedicato ai “giochi da tavolo” (o boardgames che fa più chic) è immenso, ma la cosa che trovo davvero incredibile sono le altre “realtà vicine” che convivono pacificamente insieme nei vari stand: in fiera trovano infatti ampiamente spazio anche i giochi classici come il Sudoku, i Giochi di Ruolo, i Videogames, i Cosplayer, l’area dedicata ai Fan Club, il temibile stand LEGO, l’invidiabile stand degli amici di ItLUG, l’area Soft Air, il Laser Game… Uno spettacolo per gli occhi, meno per il portafogli.
Volevo parlarvi un po’ di PLAY per ragionare su quanto sta cambiando il mondo del Gioco in questi ultimi anni. L’evoluzione è inevitabile, ma per me è affascinante seguirla passo dopo passo: in fiera quest’anno Egyp (scusate la pubblicità) aveva uno stand ma non vendeva un singolo gioco, era tutto ordinabile dal sito e in spedizione entro un giorno con sconti fiera. Gli amici di Narrattiva sono così impegnati che spesso organizzano demo dei loro giochi di ruolo “indipendenti” (non me ne vogliano per la povera definizione) tramite webcam su Google+. I ragazzi della Cranio Creations da qualche anno inventano, pubblicano e vendono i loro giochi senza dover passare per qualche produttore che ponga loro dei limiti.
Lo stesso PLAY è stato evoluto dal “vecchio” concetto di Convention solo tra giocatori, diventando molto più grande ed eterogeneo di molte realtà simili (a mio avviso, anche di Lucca), ed ora è un punto di riferimento per i giocatori di tutte le età. Il merito va sicuramente ai fratelli del TreEmme, ma anche a tutte le altre associazioni che danno vita a PLAY con mille attività diverse ogni anno. Vorrei avere spazio per parlarvi di quanto mi piaccia il progetto grafico che tiene insieme il tutto, della bellezza di giocare direttamente con l’autore del tuo gioco preferito, del bellissimo clima che si respira in sede TreEmme il venerdì pre-PLAY ma rischierei di annoiare i miei venticinque lettori. In ogni caso, se siete in fiera l’anno prossimo, provate a cercare lo stand del Ludus Iovis Diei di Ferrara: mi dicono che sono dei ragazzi molto in gamba!

[Toy203]

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