Alcatraz: The Scapegoat

  • Grafica: 9/10
  • Componentistica: 7/10
  • Regole: 9/10
  • Rigiocabilità: 8/10
  • VOTO TOTALE: 8.5/10
  • Scheda completa su BoardGameGeek

Avete mai immaginato come ci si senta ad essere imprigionato nel più famoso carcere del mondo?
Un carcere di massima sicurezza costruito su un’isola a miglia di distanza dalla terra ferma e dalla civiltà? Inevitabilmente si sentirà la necessità di evadere, e quindi bisogna preparare un piano all’altezza dell’impresa.
In questo gioco rivestirete i panni di un efferato criminale rinchiuso ad Alcatraz. Voi ed i vostri compagni dovrete progettare un piano di fuga, ma attenzione non è detto che riusciate tutti a fuggire, anzi sicuramente qualcuno dovrà rimanere “dentro”. Il gioco si contraddistingue per una meccanica innovativa, infatti è un semi cooperativo dove potrà vincere anche più di un giocatore, la cosa fondamentale è che almeno un prigioniero rimanga in galera, effettivamente serve sempre un capro espiatorio (the scapegoat) da incolpare.
Per fuggire c’è bisogno di un buon piano, il quale è composto di sei parti, per ottenere un pezzo del piano bisogna raccogliere e riconsegnare oggetti nelle varie stanze della prigione, immaginate ad esempio di dover raccogliere una camicia per travestirvi, una siringa di calmante per far addormentare una guardia, ed una chiave inglese per manomettere l’impianto idraulico, dopo di che riuscire ad infiltrarvi in lavanderia per recuperare una carta d’accesso magnetica. Ogni turno però avrete a disposizione solo un numero limitato di azioni quindi bisognerà pianificare con attenzione i propri spostamenti.
Purtroppo non c’è abbastanza tempo per prendersela con calma, ogni nuovo turno di gioco, entrerà una nuova guardia nella prigione, e quando queste termineranno dalla riserva, tutti i prigionieri perderanno la partita essendo costretti a rimanere in galera per scontare la propria sentenza.
Senza voler entrare nello specifico del regolamento, l’ultima cosa da aggiungere è in merito al capro espiatorio, infatti ogni turno, a votazione, verrà eletto un prigioniero che non parteciperà alla realizzazione del piano, ma in compenso avrà modo di ostacolare o agevolare gli altri galeotti.
L’unica pecca che ho riscontrato è nella componentistica, anche se i cartoncini che identificano le stanze sono di ottimo materiale e con degli ottimi artwork, i cilindroni che rappresentano i prigionieri sono poco immersivi per un gioco che ha tutte le carte in regola per essere considerato un’aggiunta obbligatoria alla propria collezione. Giocando ci si immerge completamente nell’ambientazione, e ci si ritrova a complottare con gli altri per riuscire a fuggire, sempre gettando uno sguardo alle proprie spalle in attesa di una “pugnalata” dal compagno di cella.

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