Quando Finisce Una Storia

Quando finisce una storia ci rimani davvero male. C’è poco da fare, tutte le sicurezze che hai portato con te se ne vanno istantaneamente, ti ritrovi proiettato in un mondo alieno, che ancora non conoscevi e pensi che in effetti non eri decisamente pronto ad affrontarlo. Diciamolo, quando finisce una storia, ti prende proprio una gran strizza. Ti domandi cosa succederà, o perchè sia successo proprio a te, o come diavolo farai a uscirne…

La storia di cui vi voglio parlare oggi è quella di PLAY, il più grande festival del gioco in Italia. Il Ludus partecipò a PLAY sin dalla prima edizione, oltre dieci anni fa. La scarsa quantità di spazio nel mio hard disk mentale mi fa ammettere che non ho tantissimi ricordi del primo PLAY, ma c’ero, e c’era anche il mio club, il nostro logo e i nostri colori.

Da allora la cosa è continuata in maniera costante, evolvendosi da entrambe le parti. PLAY diventava più grande? Noi diventavamo più casinisti. PLAY diventava più affollato? Noi organizzavamo cose sempre più strane. Ricordo un torneo taglia-gole di Gino Pilotino, voli e scontri fatti con Wings of War sopra la fiera, un’area Pirati con tanto di tesoro e barili di rum, una sfida aperta di due giorni ad Acchiappa la Talpa con in palio degli assurdi talponi di peluche, e addirittura un’area di protesta autogestita in cui come da tradizione scolastica non si faceva assolutamente nulla!
La cosa continuava fuori dalla fiera: durante l’Asta Tosta facevamo talmente chiasso che alla fine hanno dovuto lasciare a noi il compito di presentarla.

E poi è successo. Quest’anno la cosa mi è arrivata come una secchiata d’acqua fredda, di quelle mentre dormi la domenica mattina. L’incubo aveva la forma di una maglietta rossa, con il mio nome ben stampato sopra. La maglietta dello staff di PLAY. Come club siamo sempre stati “dentro” PLAY, ma passare la linea e trovarsi ufficialmente nell’organizzazione della più importante fiera ludica in Italia è davvero tanto da digerire. Responsabilità, tante. Sicurezze, pochissime. Autorevolezza? Ma siamo seri.

Alla fine si è definitivamente chiusa la storia del LID in gita scolastica a Modena. Da adesso si comincia a fare sul serio… Si fa PLAY.

E’ impossibile ridurre in poche frasi tutto quello che oggi provo per il mio Club, per i miei nuovi colleghi dello staff PLAY, per gli amici e per tutte le persone che ci hanno seguito in questo assurdo percorso nel mondo del Gioco, ma grazie. Grazie di tutto. Continuate a credere in noi, continuate a supportarci e vi giuro che noi continueremo a dare il massimo, sempre. Perchè la verità è che quando si chiude una storia ne inizia sempre un’altra.
Facciamo che sia una storia meravigliosa.

-Toy


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