PLAY: le “piccole cose”

Sarebbe quasi impossibile spiegare PLAY a chi non c’è stato. Sicuramente sarebbe più facile scriverlo, visto che la voce l’ho usata completamente per spiegare giochi a chiunque fosse abbastanza coraggioso da sedersi o passare vicino ai tavoli degli amici polacchi della Portal Games. Non vi voglio tediare con discorsi del tipo “quanto ci si diverte a PLAY”, perchè non è nel mio interesse. Se state leggendo, diavolo lo dovreste sapere benissimo. Volevo scrivere un po’ sulle “piccole cose” che cambiano ogni anno, dal mio punto di vista.

A PLAY scopri sempre nuove sorprese, come i fratelli di ItaSA che in stand hanno lavorato come pazzi due giorni per spiegare giochi,  una cosa che forse non avevano mai provato a fare in vita loro. E per entrare si sono pagati il biglietto, esattamente come le persone a cui spiegavano i giochi. Dei veri leoni.
In giro per i padiglioni vedi soci LID orgogliosi di portare le nostre magliette, e hai l’impressione che se avessero potuto spiegare giochi anche di sabato notte in fiera lo avrebbero fatto. Soci che magari conosci da qualche mese al massimo, ma sono li con te fino all’ultimo secondo.
Ormai hai l’incredibile tranquillità di poter lasciare lo stand Ludus e tutte le responsabilità dell’area Ospiti in mano a un team che sa quello che fa, per andare ad aiutare amici stranieri a dimostrare i loro giochi.
Incontri autori, produttori, disegnatori… Tante facce che pian piano hanno cominciato a diventare familiari, persone a cui ora puoi permetterti di dare del “tu” senza tanti fronzoli. Magari ci scappa di provare qualche prototipo in super anteprima, se hai il tempo. Se non hai tempo come il sottoscritto, stringi mani, sorridi e porti qualche bottiglia di coca sui tavoli delle demo. Se sei molto, molto, molto fortunato, capita che a fine giornata questi VIPs del Gioco ti regalano pure qualche boardgame… E quel momento te lo ricorderai a lungo.

A PLAY di cose da trovare ce ne sono tante, ma molte non sono esposte sugli scaffali o sui tavoli di gioco. C’è l’asta tosta coi suoi titoli improbabili, il casino in hotel, le scorpacciate al ristorante, le spese folli e i brindisi. Ci sono le risate, sempre. Ci sono gli abbracci, che ogni anno diventano un po’ più lunghi, un po’ più forti. C’è tanta tristezza quando sali in macchina la domenica sera, e una stanchezza mostruosa.
Poi pensi che al prossimo PLAY mancano solo quei 360 giorni circa. E sorridi.

Grazie a tutti, di cuore!

 

  Toy
VicePresidente Ludus Iovis Diei

2 Responses to “PLAY: le “piccole cose”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *